Progetti

 

 

 

Un taccuino è sempre con me, per “fotografare” il mondo e le persone come li vedo io e il materiale non mancherà per un mio prossimo lavoro. Mi piacerebbe scrivere un romanzo anche se mi sento più portato per sporcare i fogli d’inchiostro con i miei frammenti di emozioni.

Sapete che cosa frena il mio entusiasmo? La rarità degli editori veri, cioè quelli che credono in un artista senza chiedergli denaro. E poi la distribuzione: se non sei presente nelle librerie con i tuoi titoli, non vendi nulla; è tutto fermo, vendono sempre gli stessi, gli oligarchi della carta stampata.

Io dovrei pensare a scrivere e gli editori a vendere, non dovrebbe essere così? Invece no, in Italia lo scrittore dovrebbe andare a suonare i campanelli della gente come un rappresentante di aspirapolveri, al diavolo!

Vorrei trovare la volontà per riprendere un lavoro interessante che iniziai nel 2005, il giorno in cui morì  Papa Giovanni Paolo II. Lo misi da parte per altre priorità. Si tratta di un romanzo corposo, ma ora dovrei smontare la trama perché i tempi sono cambiati e io anche…

Ho scritto un libro rimasto nel cassetto, non mio di cassetto…, sul networkmarketing più potente di questi anni. Senza autorizzazione non lo pubblico ed è un vero peccato perché sarebbe stato il primo al mondo su questo specifico tema e l’editore italiano di Donald Trump si è mostrato interessato.

Dopo 7 libri e un’opera teatrale sento la necessità di riflettere e di riordinare il mio stile e la mia reputazione.