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Ora non sarà semplice pescare dal mio cilindro nuove idee, il mio zibaldone è uscito in tutta Italia ed è questo che

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volevo, ma un taccuino è sempre con me, per “fotografare” il mondo e le persone come li vedo io e il materiale non mancherà per un mio prossimo lavoro. Mi piacerebbe scrivere un romanzo anche se mi sento più portato per sporcare i fogli d’inchiostro con i miei frammenti di emozioni.

In attesa dell’imminente pubblicazione di BLACK CREEK, biografia illustrata di Joe Ontario, l’uomo con la voce di Elvis, ho depositato alla SIAE la mia prima opera teatrale, un monologo drammatico che ha titolo VIVIENNE.

Sapete che cosa frena il mio entusiasmo? La mancanza di ritmo degli editori; io ho “nella macchina da scrivere” il mio quarto libro, ma il terzo deve ancora essere pubblicato, per una serie di ragioni senz’altro razionali, ma è fermo li, fermo in un cassetto. E poi i distributori…gli editori dei primi libri…tutto fermo, tanto loro si sono già pagati i costi, perchè sbattersi tanto per divulgare le opere ulteriormente. Io dovrei pensare a scrivere e gli editori a vendere, non dovrebbe essere così? Invece no, in Italia lo scrittore dovrebbe andare a suonare i campanelli della gente come un rappresentante di aspirapolveri, al diavolo!

Torniamo ai progetti: dopo il romanzo d’amore, lo zibaldone, gli aforismi, la biografia di Joe Ontario, l’opera teatrale…beh, ora lasciatemi pensare e senza dubbio m’inventerò qualcosa di nuovo su cui sprigionare la mia energia.