Poesia

Poesia

Una sola volta partecipai ad un concorso di poesia,il tema era la felicità; fui premiato con un diploma di merito dalla

società Dante Alighieri di Parma. Rimasi stupito di me stesso, perché non amo molto le poesie, ancor peggio non so nemmeno cosa sìano, che caratteristiche debbono avere per essere definite poesie, ma quando si parla di felicità si parla della ragione della nostra vita, così ci provai…..

                                                                                     F E L I C I T A’

Già, la felicità immacolata, sfuggevole, come la puerizia. Talvolta ancor mi sfiora mi prende sottobraccio, mi inganna, mi impressiona poi si dissolve insieme all’amore, insieme alla perfezione. Ritorna per un istante, come una stella cadente, ecco lo sbocciare del turbamento nell’osservare le invernali costellazioni. Con fierezza voglio accettare la tua sfida con veemenza afferrare il mio orgoglio con impeto scagliarlo contro il cielo! Un profondo silenzio paca la mia inquietudine un soffio di illusione fa luccicare il mio sguardo. Magnifico tormento, antico mistero, irraggiungibile Musa tu che delle umane debolezze ti prendi gioco sovrana, cogli le nostre umili implorazioni ! Possa il tuo fragile manto di cristallo proteggere le nostre anime livide, impure, impazienti Felicità io non posso trattenerti io ho la necessità di sentirti sempre accanto a me, sempre attenta ad accogliere gli impulsi del mio cuore come ilbattito delle mie vene, vorrei come untorrente sentirti scorrere in me, vorrei, ora quietare l’ansietà delle mie gelide mani tra le tue… (copyright 2000 Marco Chierici)

ADDIO PIRATA

“Nel mio interludio notturno appresi non eran nemmen le due e già i fantasmi m’avean destato

pigro pigiai il telecomando freddo ed incredulo mi risvegliai d’un tratto percosso dal grande schiaffo il tuo schiaffo all’aspido mondo

e piansi caro Marco come al tour del 98 come ai tuoi arrivi solitari imaginando le tue eroiche gesta sulle Alpi e sui Pirenei maestosi

ti vedo amato Pirata salir madido i tornanti pigiar lieve sui pedali tra la folla immensa col forsennato ritmo e sento il vociar dei francesi

Pantanì Pantanì

Sbriciolato il tuo fragile manto di cristallo nel dì di Valentino ancor tutti hai sorpreso salendo il tuo ultimo tornante nel silenzio irreale mirifico solingo

ora sei in cima trionfante sulla più alta vetta e sulla sacra vetta al ciel le braccia innalzi tra l’aura divina e già all’alba il mond’intero mesto e vacuo t’applauderà.”

Notte tra il 14 e il 15 febbraio 2004

 NOTTE  ARLECCHINA

E’ l’ora in cui il chiaror vanisce

il mare borbotta nel buio

le ombre di due innamorati di spalle si abbracciano laggiù in fondo

 

Mille pali dimille colori

come le croci di Washington si addormentano diritti

le bandieruole dei bagni si muovono fiacche

 

Un timido lampo par mi stringa l’occhio

le luci rade del porto lampeggiano tra le cabine verniciate di fresco

 

Il muto paesaggio arlecchino si annebbia ormai

con i suoi infiniti tendoni a righe

E’ notte

 

Un pipistrello si tuffa e si rituffa nell’aria umida

nessun suono, nessun romore

il mare solo schiaffeggia dolce la riva

borbottando…

Riccione 20/05/2003

 

 

 

Marco Chierici